| 1. Breve presentazione il Presidente del ComitatoDiscarica castelverde –lunghezza , ci siamo costituiti 10 gennaio 2005 a questo comitato hanno aderito tutte le famiglie in prossimità dell’area e il nostro scopo è presidiare e tutelare questo territorio dall’inquinamento ambientale verificare l’effettivo danno ambientale e danno alla salute causato dalla discarica valutarne l’impatto sul territorio e prevenire e contrastare fenomeni di degrado urbanistico, segnalando agli organi competenti usi impropri del territorio e programmare il corretto utilizzo della discarica.
2. Pertanto ci siamo fissati cinque obiettivi fondamentali quali:
• Bonifica della cava e ripristino dell’area
• Accertamento dei rifiuti contenuti nella stessa verifica del grado di inquinamento dagli stessi causato e verifica degli eventuali danni biologici causati alla comunità residente
• Individuazione danni temporanei
• Individuazione danni permanenti
• Mitigazione ambientale ristrutturale
3. per quanto riguarda la sua bonifica c’è stata una seconda conferenza di servizi c/o il Comune di Roma con la quale veniva individuata l’ulteriore fase di asporto dei materiali non più con la termodistruzione,ma attraverso un trattamento trasfrontaliero, il Comitato in questo caso ha chiesto di conoscere la procedura di bonifica dell’area e soprattutto di partecipare all’attività di verifica sul corretto adempimento delle prescrizioni stabilite.Tanto che nella fase di svuotamento il comitato ha contestato più volte agli organi competenti modalità improprie di raccolta. Il nostro lavoro ha permesso la bonifica della cava terminata a giugno 2006, con il legale che ci rappresenta stiamo sollecitando la seconda fase che prevede il ripristino e la verdizzazione .Ovviamente dovranno passare diversi anni prima che la zona possa definirsi stabilmente decontaminata e pertanto fruibile dalla cittadinanza.
4. Attualmente il nostro Comitato ha notificato al Sindaco alla Regione , alla Provincia All’ VIII municipio all’Arpa Lazio alla Ausl Rmb e al dipartimento X delle politiche ambientali alla Pegaso, alla Roma Ferro e alla Iricav una istanza che significa e diffida tutti gli organi predetti affinché venga indetto un tavolo tecnico con il compito di verificare l’effettiva situazione di danno ambientale e disagio personale riferito anche al danno biologico subito dai cittadini. Nel contempo si chiede a tutti i soggetti in indirizzo di definire tutte le procedure per il risanamento complessivo di tutta l’area interessata . Pertanto si sta lavorando per :
5. Giungere alla determinazione di un indennizzo agli aventi diritto per i danni temporanei riconosciuti quali : immissione polveri a quelle famiglie che pur avendo subito queste immissioni in modo massiccio non erano stati precedentemente rimborsati.
6. Giungere ad una giusta valutazione che indichi l’eventuale danno biologico subito dai cittadini e determini pertanto un equo indennizzo.
7. Giungere ad una adeguata compensazione con opere di mitigazione ambientale ristrutturale da realizzarsi in compartimenti territoriali destinati a servizi e individuati nelle immediate vicinanze della cava.
La comunità del luogo oltre a subire tutti i disagi causati da una urbanizzazione intensiva oggi egregiamente espressi dai cittadini di Lunghezza Castelverde Monte Giardini Casalone ecc.
hanno subito la latitanza di organi preposti alla tutela di diritti fondamentali quale quello alla salute stabilito dall’art
non partecipando alla Prima Conferenza del 99 per la rimozione dei rifiuti, hanno subito una bonifica “on site “ che ha previsto la rimozione del terreno contaminato con una procedura che vagliatura e triturazione dei rifiuti non soggetti al trattamento termico. Mentre per la rimozione degli inquinanti non inertizzabili era stato costruito un inceneritore (per fortuna mai utilizzato).
8. Hanno subito una ricollocazione in loco dei stessi rifiuti compresi gli altamente nocivi semplicemente per ben 3 volte hanno visto rimuovere sotto le proprie finestre ben 100.000 mc di materiale compreso l’altamente nocivo. Ed è per questo che si sentano parte lesa e pertanto legittimati a richiedere opere compensativo su proprio territorio |
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